I workshop di giugno per Universi Paralleli

Dopo lo spettacolo di apertura, continua il Progetto “Universi Paralleli”: il primo appuntamento di giugno sarà SABATO 8 (ore 10-13 e 14-17 presso Ex Caserma Osoppo) in collaborazione con La Notte dei Lettori!
Francesco Cevaro della Compagnia della Testa propone:
Dal Testo alla Scena, workshop sulla costruzione del personaggio.
Il seminario, prendendo l’avvio dall’analisi di alcune scene di “Romeo e Giulietta” di Shakespeare, mira a far acquisire ai partecipanti il metodo analitico che permette di evincere dal testo, attraverso l’interpretazione personale, le informazioni necessarie a rendere vivi e dunque trasportabili sulla scena i personaggi in esso presenti. Compiuta così l’analisi di ogni scena, si passerà a recitarla, copione in mano, facendo tesoro di quanto emerso e ponendo l’accento sulla caratterizzazione fisica, psicologica e più in generale sul modo di esprimersi dei personaggi analizzati. Questo metodo di lavoro sarà così poi fruibile dai partecipanti ogni volta che si troveranno di fronte nella loro attività teatrale ad un ruolo che verrà loro assegnato.

Il secondo appuntamento sarà SABATO 15 (ore 10-13 e 15-18 presso associazione Aspic – via Tullio, 13) con il fotografo Alessandro Ruzzier che presenta il
Workshop fotografico “1 a 1” sulla prevenzione dello stereotipo di genere
Il confronto tra maschi e femmine non può che finire in parità, la “partita” si gioca sulla simbologia degli oggetti del quotidiano domestico e sulla loro relazione con l’identità di ognuno di noi. Il pretesto della fotografia sarà spazio dove mettere in scena il reale e l’inconscio.
I partecipanti saranno invitati a fotografarsi a vicenda in un luogo allestito a set fotografico dove posizioneranno oggetti da loro scelti tra i 15 messi a disposizione dagli organizzatori, che li hanno selezionati per l’appartenenza a stereotipi di genere (5 per il femminile, 5 per il maschile e 5 neutri)
Successivamente verrà elaborata l’esperienza fotografica: ognuno avrà spazio per raccontare come ha vissuto il momento, cosa l’ha sorpreso e in che maniera e se lo stereotipo ha condizionato il modo di fotografare.



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